Skip to main content

‘Inspiegabile e vergognoso’: due interrogazioni parlamentari contestano l’esenzione delle pelli di zibellino russo dalle sanzioni UE

L’Eurodeputata Annalisa Corrado e l’Onorevole Eleonora Evi hanno presentato le interrogazioni parlamentari dopo la denuncia di Humane World for Animals

Room with several racks on which animal pelts are hung

N/A/N/A

Fur pelt acquirer, China, 2023

ROMA—Humane World for Animals, precedentemente nota come Humane Society International, accoglie favorevolmente la presentazione di due interrogazioni parlamentari sulla rimozione delle pelli di zibellino russo dall’elenco dei prodotti soggetti al divieto di commercio previsto dal regime sanzionatorio dell’Unione Europea nei confronti della Russia. Secondo quanto riportato, la rimozione è avvenuta in risposta alle richieste avanzate da Italia e Grecia, i due principali acquirenti di pelli di zibellino russo nell’UE. La decisione è stata criticata da Humane World for Animals come “una concessione ingiustificabile all’industria della pellicceria”.

Le due interrogazioni — presentate rispettivamente dall’Eurodeputata Annalisa Corrado (S&D) alla Commissione Europea e dall’Onorevole Eleonora Evi (PD) al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy — mirano a far luce sulla scelta dell’UE di rimuovere “un bene non essenziale” dall’elenco dei prodotti soggetti a sanzioni.

L’Onorevole Eleonora Evi afferma: “Chiediamo al Governo italiano di chiarire quali sono le ragioni che lo hanno portato a sollecitare l’esenzione per le pelli di zibellino russo in sede di Consiglio UE, una richiesta inspiegabile e vergognosa. Le esenzioni dovrebbero essere riservate esclusivamente a beni di prima necessità, mentre lo zibellino è un bene non essenziale, destinato unicamente al mercato del lusso”.

L’Eurodeputata Annalisa Corrado dichiara: “Alla luce degli obiettivi del regime sanzionatorio dell’UE, chiediamo alla Commissione Europea di chiarire le motivazioni della sua scelta, anche a nome degli 1,5 milioni di persone che hanno aderito all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) ‘Fur Free Europe’ e che sognano un’Europa senza pellicce”.

Humane World for Animals invita la Commissione Europea a reinserire immediatamente le pelli di zibellino russo nell’elenco delle merci soggette a sanzioni e a rispondere quanto prima all’ICE “Fur Free Europe”, cui avrebbe dovuto dare seguito già nel marzo 2026. L’organizzazione sottolinea inoltre che l’unica proposta accettabile da parte della Commissione sarebbe un divieto definitivo dell’allevamento di animali per la produzione di pellicce nell’UE, in linea con l’approccio “One Health”, che riconosce l’interconnessione tra la salute umana, quella degli altri animali e dell’ambiente. Come ha evidenziato un gruppo di esperti e di esperte nel campo delle malattie zoonotiche in un articolo sulla rivista scientifica The Lancet, infatti, l’allevamento destinato alla produzione di pellicce rappresenta un rischio prevenibile per la salute pubblica, che non può essere mitigato efficacemente con l’introduzione di controlli e standard in materia di benessere animale.

La dottoressa Joanna Swabe, Direttrice delle Relazioni Istituzionali di Humane World for Animals Europe, commenta: “Approvando un’esenzione per le pelli di zibellino russo, la Commissione Europea sembra prestare più ascolto all’industria della pellicceria che agli 1,5 milioni di cittadini e cittadine che hanno chiesto un’Europa libera dalle pellicce. Questa decisione è in contrasto con l’opinione pubblica e con il comune senso morale, e deve essere revocata”.

Martina Pluda, Direttrice di Humane World for Animals Italia, conclude: “È paradossale che proprio l’Italia, che dal primo gennaio 2022 ha vietato l’allevamento di animali per la produzione di pellicce, riconoscendo l’incompatibilità di questa industria con il benessere animale e la salute pubblica, abbia chiesto l’adozione di una misura che favorisce gli interessi del settore e abbia giocato un ruolo in questa assurda faccenda. Chiediamo coerenza e leadership da parte del Governo: basta pellicce in Italia e in Europa”.

Humane World for Animals opera a livello globale per porre fine all’industria delle pellicce. Con un focus su Unione Europea, Regno Unito, Nord America e Cina, le nostre attività includono campagne rivolte a Governi, industrie e aziende, collaborazioni con designer e marchi di moda, indagini sotto copertura e iniziative di sensibilizzazione. Il nostro impegno ha contribuito a una riduzione costante del numero di animali coinvolti in questo commercio crudele. 

#

Fatti sulle pellicce:

  • Con il regolamento (UE) 2026/506 del 23 aprile 2026, la Commissione ha incluso le pelli conciate o preparate (voce NC 4302) tra i prodotti soggetti al divieto di importazione dalla Russia. Il provvedimento si inseriva esplicitamente nella strategia di riduzione delle entrate russe che contribuiscono alla capacità di finanziare la guerra in Ucraina. A soli tre mesi di distanza, però, il regolamento (UE) 2026/1848, del 23 luglio 2026, ha modificato tale misura, escludendo espressamente le pelli di zibellino.
  • Restano in vigore il divieto di esportazione verso la Russia di capi di abbigliamento in pelliccia finiti di valore superiore a 300 euro e il divieto di importazione dalla Russia di pelli grezze di visone.
  • L’allevamento di animali per la produzione di pelliccia è già vietato in 24 Paesi europei, tra cui 18 Stati membri dell’UE. Tuttavia, oltre 6 milioni di visoni, volpi, cani procione e altri animali sono ancora confinati in piccole gabbie di rete metallica in circa 1.200 allevamenti dell’UE.
  • Secondo il rapporto del 2025 “A full-cost account of the EU fur industry”, l’allevamento di animali da pelliccia nell’UE ha registrato un drastico calo, in linea con la contrazione del settore a livello globale. Il numero di animali uccisi e scuoiati per la loro pelliccia è diminuito dell’86% nell’ultimo decennio, arrivando a 6,3 milioni di animali nel 2024. Nello stesso periodo, il valore delle vendite delle pelli è diminuito del 92%, raggiungendo una stima di 183 milioni di euro nel 2024. Con la conclusione, entro il 2028, dei periodi di transizione già previsti per l’eliminazione graduale dell’attività, si prevede che la produzione diminuirà ulteriormente del 15-20%.
  • La maggior parte degli stilisti più noti ha adottato politiche fur-free, tra cui Max Mara, Saint Laurent, Gucci, Alexander McQueen, Balenciaga, Valentino, Prada, Armani, Versace, Michael Kors, Jimmy Choo, DKNY, Burberry e Chanel. Le case di moda stanno scegliendo di favorire l’innovazione con alternative sostenibili e cruelty-free.
  • Le Fashion Week di Copenaghen, Londra e New York hanno rinunciato all’uso delle pellicce; anche gli editori di testate come Vogue, Elle, GQ, Harper’s Bazaar, Glamour, Esquire e Vanity Fair hanno adottato politiche fur-free.

#

Media Contacts