BRUXELLES/ROMA—Olivér Várhelyi, Commissario europeo per il Benessere animale, ha risposto ai 53 eurodeputati che a febbraio gli avevano inviato una lettera per chiedergli di rispettare la volontà degli oltre 1,5 milioni di sostenitori dell’Iniziativa dei Cittadini Europei “Fur Free Europe” (Basta pellicce in Europa).
Il Commissario Várhelyi ha confermato agli eurodeputati, capitanati dagli Onorevoli italiani Cristina Guarda, Carolina Morace e Brando Benifei, che le informazioni riportate nella lettera “saranno attentamente valutate nell’ambito del processo decisionale che porterà alla comunicazione della Commissione, prevista per aprile 2026”.
Humane World for Animals (precedentemente nota come Humane Society International), organizzazione leader a livello globale nella campagna per porre fine al commercio di pellicce, auspica che la Commissione Europea scelga di stare dalla parte giusta della storia, proponendo di vietare definitivamente l’allevamento di animali per la produzione di pellicce e la vendita di prodotti in pelliccia nell’Unione Europea.
L’Eurodeputata Cristina Guarda (I Verdi/Alleanza Libera Europea) dichiara: “Restiamo in attesa della proposta definitiva della Commissione. Gli allevamenti per la produzione di pellicce non hanno più ragione d’essere, vista la sofferenza degli animali, ma anche i costi ambientali e sanitari”.
L’Eurodeputata Carolina Morace (La Sinistra) afferma: “Oltre 1,5 milioni di europei chiedono un’UE senza pellicce. Nel caso in cui la Commissione non proponga il divieto, siamo pronti a batterci in ogni sede per ottenerlo, lo dobbiamo agli animali e ai cittadini”.
L’Eurodeputato Brando Benifei (S&D) dichiara: “La Commissione Europea ci ha informati che aprile è il mese della verità per lo stop agli allevamenti per pellicce. La risposta del Commissario Várhelyi è un segnale, ma ora è necessario approvare il divieto europeo”.
Nel mese di marzo, Humane World for Animals aveva consegnato al Commissario Várhelyi altre 80.000 firme di persone che sono favorevoli all’introduzione di un divieto che ponga fine all’allevamento di animali per la produzione di pellicce e alla vendita di prodotti in pelliccia nell’UE. A partire da oggi, 9 aprile, chiunque lo desideri può pubblicare un post sui social media per invitare il proprio Governo a sostenere apertamente l’introduzione di tale divieto. Chi pubblica in Italia può utilizzare la foto disponibile a questo link e taggare @humaneworlditalia e il Ministro Francesco Lollobrigida.
Martina Pluda, Direttrice di Humane World for Animals Italia, commenta: “In un parere scientifico pubblicato a luglio 2025, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha concluso che gli allevamenti destinati alla produzione di pellicce nell’UE non sono in grado di soddisfare i bisogni fondamentali di visoni, volpi, cani procione e cincillà. Inoltre, gli esperti hanno evidenziato l’impossibilità di ottenere miglioramenti significativi del benessere animale nei sistemi di allevamento in gabbia attualmente utilizzati, e che nessun altro sistema è mai stato valutato o implementato su scala commerciale. Per questo, ci opponiamo fermamente all’introduzione di ‘standard minimi di benessere animale’ in questo settore, e auspichiamo che le notizie riportate da POLITICO in merito a questa ipotesi vengano smentite dalla comunicazione ufficiale della Commissione Europea”.
Una volta che la Commissione Europea avrà presentato la propria proposta, questa sarà esaminata, modificata e adottata congiuntamente dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea.
Humane World for Animals opera a livello globale per porre fine all’industria delle pellicce. Con un focus su Unione Europea, Regno Unito, Nord America e Cina, le nostre attività includono campagne rivolte a Governi, industrie e aziende, collaborazioni con designer e marchi di moda, indagini sotto copertura e iniziative di sensibilizzazione. Il nostro impegno ha contribuito a una riduzione costante del numero di animali coinvolti in questo commercio crudele.
Fatti sulle pellicce
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L’allevamento di animali per la produzione di pelliccia è già vietato in 24 Paesi europei, tra cui 18 Stati membri dell’UE. Tuttavia, oltre 6 milioni di visoni, volpi, cani procione e altri animali sono ancora confinati in piccole gabbie di rete metallica in circa 1.200 allevamenti dell’UE.
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L’allevamento di animali per la produzione di pellicce comporta il rischio di trasmissione di malattie zoonotiche. I visoni di quasi 500 allevamenti in 13 Paesi dell’Europa e del Nord America sono risultati positivi al COVID-19, e milioni di animali sono stati abbattuti per motivi di salute pubblica. Finora, l’influenza aviaria ad alta patogenicità A(H5N1) è stata identificata in 72 allevamenti per la produzione di pellicce in Europa. Circa 500.000 visoni, volpi artiche, volpi rosse, cani procione e zibellini sono stati abbattuti per motivi di salute pubblica.
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Il report “Fur’s Dirty Footprint” dimostra che l’impronta carbonica di 1 kg di pelliccia di visone (309,91 kg di CO₂ equivalente) è 31 volte superiore a quella del cotone, 26 volte superiore a quella dell’acrilico e 25 volte superiore a quella del poliestere. Anche le pellicce di cane procione e di volpe hanno un’impronta carbonica elevata: il loro impatto sul clima è circa 23 volte superiore a quello del cotone e 18 volte superiore a quello del poliestere.
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La maggior parte degli stilisti più noti ha adottato politiche fur-free, tra cui Max Mara, Saint Laurent, Gucci, Alexander McQueen, Balenciaga, Valentino, Prada, Armani, Versace, Michael Kors, Jimmy Choo, DKNY, Burberry e Chanel. Oltre 1.600 brand e rivenditori a livello globale si sono impegnati a non utilizzare pellicce. Dato che la pelliccia sta diventando un prodotto sempre meno richiesto e sempre più indifendibile dal punto di vista etico, le case di moda stanno scegliendo di favorire l’innovazione con alternative sostenibili e cruelty-free.
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Le Fashion Week di Copenaghen, Londra e New York hanno rinunciato all’uso delle pellicce; anche gli editori di testate come Vogue, Elle, GQ, Harper’s Bazaar, Glamour, Esquire e Vanity Fair hanno adottato politiche fur-free.
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A questo link è possibile scaricare foto e video di allevamenti destinati alla produzione di pellicce in Europa.