WASHINGTON, Stati Uniti—Vedere un animale selvatico con i propri occhi può rappresentare uno dei momenti più emozionanti di un viaggio. Tuttavia, molte attività che prevedono la presenza di animali nascondono un’industria crudele che li trasforma in banali oggetti per intrattenere i turisti e scattare foto. Humane World for Animals, precedentemente nota come Humane Society of the United States e Humane Society International, si impegna per aiutare viaggiatori e viaggiatrici a evitare le esperienze e le attrazioni turistiche che si arricchiscono sulla sofferenza degli animali.
“Quella che per i turisti può sembrare un’esperienza indimenticabile, per gli animali equivale molto probabilmente a una vita di sofferenze”, afferma Nicola White, esperta di fauna selvatica di Humane World for Animals. “Troppo spesso, gli animali selvatici tenuti in cattività vengono costretti a sopportare continui viaggi e interazioni con il pubblico, sfruttati in nome dell’intrattenimento, o sotto le mentite spoglie della conservazione delle specie o delle operazioni di salvataggio. La domanda del pubblico alimenta un business che include la cattura, l’allevamento e il commercio degli animali, sottoponendoli giorno dopo giorno a un elevato livello di stress, spesso con poche o nessuna possibilità di esprimere i propri comportamenti naturali. Questo business rappresenta una minaccia concreta sia per le persone che per gli animali”.
I consigli di Humane World for Animals per viaggiare in modo più etico:
1. Scegli spettacoli senza animali
Gli animali selvatici vengono sfruttati in tutto il mondo da circhi e fiere per intrattenere le persone. Vengono addestrati o costretti a esibirsi in esercizi innaturali, magari su un palco o durante spettacoli e dimostrazioni. Alcuni vengono sottratti al loro ambiente naturale o separati precocemente dalle loro madri per finire poi in sistemazioni inadeguate, dove ricevono scarse cure veterinarie e hanno opportunità minime di muoversi o di esprimere i propri comportamenti naturali.
Il pubblico può contribuire a fermare queste crudeltà scegliendo di non partecipare ad attività che prevedano la presenza di animali selvatici, riducendone così la domanda.
2. Evita il contatto ravvicinato con la fauna selvatica
Anche le attrazioni che prevedono il contatto ravvicinato con gli animali selvatici possono avere gravi conseguenze. Tra queste figurano tutte quelle attività che consentono ai turisti di lavare, accudire, accarezzare, cavalcare, nuotare o dar da mangiare agli animali. Cammelli, elefanti e altri animali sono spesso costretti a trasportare i turisti per lunghi periodi. Delfini e altri mammiferi marini vivono reclusi per permettere ai turisti di nuotare con loro, mentre i leoni vengono spesso allevati con il solo scopo di abituarsi alle interazioni con le persone. Questi animali soffrono a causa di cure inadeguate, maltrattamenti fisici, carichi di lavoro eccessivi e per lo stress derivante dall’essere manipolati e dal vivere rinchiusi.
Inoltre, il contatto ravvicinato può mettere a rischio tanto gli animali quanto le persone. Gli animali selvatici possono reagire in modo imprevedibile quando sono stressati o se si sentono minacciati, con conseguenze anche fatali. Chi viaggia può dare il proprio contributo scegliendo esperienze a contatto con la fauna selvatica che consentano agli animali di rimanere a una distanza per loro naturale.
3. Non scattare selfie con gli animali selvatici
In alcune destinazioni, gli animali selvatici vengono portati all’interno di ristoranti, hotel e altre strutture ricettive affinché i visitatori possano mettersi in posa e scattare foto con loro. Scimmiette, cuccioli di leone, pappagalli variopinti e altri animali vengono messi in mostra o passati di mano in mano per fare foto, sottoponendoli a continue manipolazioni. A questo si aggiunge la mancanza di cibo, acqua, riparo e cure veterinarie, che sono spesso insufficienti. Alcuni vengono sedati, reclusi in piccole gabbie e abbandonati quando si ammalano, invecchiano o diventano meno attraenti per il pubblico. Ad altri vengono rimossi i denti o gli artigli per renderli più sicuri da maneggiare.
Le persone possono rifiutarsi di scattare foto con animali selvatici ed esprimere le proprie preoccupazioni ai gestori dei ristoranti, alle guide turistiche e alle autorità competenti.
4. Scegli souvenir che non sfruttano gli animali
I prodotti derivanti dagli animali selvatici che vengono venduti come souvenir ai turisti sono parte di un commercio globale che minaccia la sopravvivenza delle specie, causa loro sofferenza e danneggia gli ecosistemi. Purtroppo, i turisti possono inavvertitamente contribuire a tutto questo acquistando prodotti realizzati con parti di animali.
Prima di comprare un souvenir, è importante verificare che non contenga componenti come avorio, ossa, conchiglie, pellicce, pelle di animali selvatici o coralli. In caso di dubbio, anche se il venditore o la venditrice sostiene il contrario, la scelta più sicura è quella di rinunciare all’acquisto.
5. Pensa al messaggio che trasmettono le tue foto con gli animali
L’incontro con un animale selvatico può avere conseguenze che vanno ben oltre quel momento specifico. Le foto e i video pubblicati sui social media che ritraggono le persone mentre tengono in braccio, toccano o si mettono in posa con animali selvatici possono far passare come innocue tutte queste interazioni, alimentando l’interesse delle persone a vivere un incontro ravvicinato o addirittura a detenere un animale selvatico in casa.
È importante evitare di condividere o diffondere sui social media foto e video che mostrano persone che manipolano la fauna selvatica, e segnalare i contenuti che ritraggono lo sfruttamento o il maltrattamento degli animali.
“Compiendo scelte consapevoli, viaggiatori e viaggiatrici possono contribuire a ridurre lo sfruttamento della fauna selvatica, salvare le vite degli animali e sostenere un turismo più etico”, conclude Nicola White.
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