REYKJAVÍK, Islanda―Humane World for Animals e altre organizzazioni islandesi per la protezione degli animali invitano gli oltre 90.000 turisti italiani che ogni anno visitano l’Islanda a non consumare carne di balena durante le vacanze, scegliendo di ammirare le balene vive e libere in mare. Poiché la maggior parte dei cittadini e delle cittadine islandesi non mangia carne di balena, la stragrande maggioranza viene consumata dai 2,3 milioni di turisti stranieri che ogni anno visitano l’Islanda. La campagna “For the Love of Iceland”, promossa da Hvalavinir Whale Friends e da Humane World for Animals (precedentemente nota come Humane Society International), mira a salvare le balene incoraggiando i visitatori a scoprirle attraverso un turismo responsabile, invece che a tavola. Turiste e turisti sono invitati a sottoscrivere l’impegno #fortheloveoficeland per manifestare il proprio sostegno.
Gli italiani rappresentano il settimo gruppo più numeroso di visitatori stranieri in Islanda. La carne di balena viene venduta ai turisti in modo fuorviante come una specialità islandese, nonostante meno del 2% degli islandesi la consumi.
Hvalavinir ha distribuito le card #fortheloveoficeland in hotel e uffici turistici di tutta l’Islanda, oltre ad aver creato la possibilità di sottoscrivere l’impegno online. Questa iniziativa avverte i viaggiatori e le viaggiatrici che mangiare carne di balena non fa parte della cultura islandese e li esorta a rispettare e proteggere la fauna selvatica del paese, rifiutandosi di consumare la carne di balena o di frequentare i ristoranti che la servono.
Martina Pluda, Direttrice di Humane World for Animals Italia, ha dichiarato: “Viaggiare ci permette di scoprire luoghi mai visti prima, e di conoscere culture diverse dalla nostra. Abbracciare la cultura islandese significa promuovere la tutela dell’incredibile biodiversità locale, che per gli abitanti dell’isola rappresenta un tesoro dal valore inestimabile. Le viaggiatrici e i viaggiatori italiani che hanno la fortuna di ammirare questo tesoro con i propri occhi si trovano di fronte a una scelta importante: contribuire a salvare le balene, scegliendo attività rispettose del loro benessere, o favorire l’uccisione di questi giganti dell’oceano. Possono davvero fare la differenza, sottoscrivendo l’impegno #fortheloveoficeland”.
L’Islanda è fra i soli tre paesi al mondo ― insieme a Norvegia e Giappone ― che praticano ancora la caccia commerciale alle balene. Lo scorso anno sono state rilasciate licenze di caccia per uccidere fino a 2.130 balene in Islanda nell’arco di cinque anni: 209 balenottere comuni, specie minacciata, e 217 balenottere minori ogni anno dal 2025 al 2029, nonostante esistano prove del fatto che alcune balene uccise durante le battute di caccia in Islanda abbiano sofferto una morte prolungata, in violazione della legge islandese sul benessere animale.
Valgerður Árnadóttir di Hvalavinir Whale Friends ha dichiarato: “L’Islanda è famosa per i suoi paesaggi mozzafiato e per la sua straordinaria fauna selvatica. Uccidere le balene non fa parte della cultura islandese; in realtà, la prima compagnia di caccia alle balene in Islanda è nata nel 1948. La nostra cultura è davvero radicata nel rispetto e nella protezione delle balene e dell’oceano. Per questo, insieme a Humane World for Animals, invitiamo visitatrici e visitatori stranieri a evitare la carne di balena e a vivere un’autentica esperienza islandese ammirando la bellezza delle balene in mare aperto, nel loro habitat naturale. Esistono diverse escursioni rispettose degli animali che permettono di scoprire la meraviglia delle balene vive e libere in mare”.
I dati sul turismo estero in Islanda per il 2024-2025 mostrano che i dieci paesi da cui proviene il maggior numero di visitatori sono, nell’ordine: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Cina, Polonia, Francia, Italia, Canada, Spagna e Paesi Bassi.
Le turiste e i turisti italiani possono sottoscrivere l’impegno #fortheloveoficeland online o di persona, durante la loro visita in Islanda, seguendo questi semplici passaggi:
- Ritira una card #fortheloveoficeland in hotel o presso gli uffici turistici;
- Mostra la card davanti al tuo panorama islandese preferito o mentre stai vivendo un’esperienza rispettosa delle balene;
- Scatta una foto e condividila sui social media taggando @Hvalavinir @HumaneWorldForAnimals @HumaneWorldItalia #ForTheLoveOfIceland #WildlifeFriendlyIceland.
Note:
- In passato, il Giappone era il principale consumatore di carne di balena islandese, ma le importazioni sono cessate perché il paese ha accumulato scorte a causa della scarsa domanda locale; inoltre, ha intensificato le proprie attività di caccia alle balene.
- La maggior parte della carne di balena comune attualmente venduta nei ristoranti turistici islandesi proviene da balene uccise in Norvegia, sebbene l’Islanda stessa abbia ucciso più di 1.500 balene negli ultimi 23 anni.
- Nel 2024, un Governo ad interim ha concesso licenze per la caccia a balenottere comuni e balenottere minori poco prima delle elezioni generali in Islanda. Nonostante il Governo eletto successivamente sia molto meno favorevole alla caccia alle balene, per legge non può revocare quelle licenze.
- Un sondaggio del 2025 indica che il 51% degli islandesi è insoddisfatto delle licenze di caccia alle balene concesse dal Governo ad interim.
- L’Islanda ha lasciato la Commissione Baleniera Internazionale (IWC) nel 1992, per poi rientrarvi nel 2002 con una “riserva”, ossia un’eccezione alla moratoria globale sulla caccia commerciale alle balene. Da allora si è sempre sottratta al divieto, indebolendo sia l’IWC sia la CITES, che limita il commercio di prodotti derivati dalle balene. Da quando è stata riammessa nell’IWC, l’Islanda ha ucciso più di 1.500 balene, comprese balenottere comuni in pericolo. Nel 2018, tra le 146 balenottere comuni abbattute c’erano una femmina incinta e un raro ibrido balenottera comune/azzurra; nello stesso anno, sono state uccise anche sei balenottere minori.
- Nel 2023, un rapporto incriminante dell’Autorità Islandese per l’Alimentazione e la Veterinaria (Icelandic Food and Veterinary Authority) ha concluso che la caccia commerciale alle balene è incompatibile con la legge islandese sul benessere degli animali. L’analisi dei filmati girati a bordo delle navi ha rivelato che il 41% delle balene ha impiegato in media 11,5 minuti per morire, mentre alcune hanno impiegato fino a due ore, in violazione della legge sul benessere animale. Più di un quarto delle balene è stato arpionato due volte prima di morire. Il rapporto ha evidenziato, inoltre, che la maggior parte delle balene uccise (il 73%) era di sesso femminile, di cui 11 balene gravide e una in allattamento, il che significa che il suo cucciolo non sarebbe potuto sopravvivere in mare senza di lei.
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